Cari spioni,
sono sempre la vostra Queen Bee.
No, oggi non vi parlo di ragazzi, ma di questo libro dal titolo “Ti voglio vivere” in cui pare che siano stati raccolti i miei post. Certo che avrebbero anche potuto avvisarmi, eh?
Comunque, siccome sono troppo svogliata per leggerlo, vi lascio un compito: cercare i refusi o qualsiasi altro errore di stampa. Ogni lettore che ne troverà uno riceverà in omaggio una copia del libro.
Non fate quelle facce. Lo so che una segnalazione da parte vostra significa che siete già in possesso dell’oggetto in questione, ma potreste sempre regalarlo al vicino di casa rompiscatole o al vostro più acerrimo nemico.
Ma perché fermarsi alla semplice lettura? Visti i colori della copertina potreste usarlo come catarinfrangente in bicicletta o come triangolo in caso di emergenza con la vostra macchina.
Altrimenti c’è sempre quel tavolo in cucina da livellare. Ognuno ha un tavolo traballante in casa, ne sono convinta.
Lasciate pure la vostra segnalazione nei commenti a questo post. Vedrò se darvi retta o meno.
Che la caccia all’errore abbia inizio!
Alla prossima,
Queen Bee
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QUELLO CHE PENSA DI AVERTI IN PUGNO
Cari spioni,
è sempre la vostra Queen Bee che vi parla.
Ieri sera sono uscita con un altro ragazzo che chiameremo S.
S è brillante, decisamente carino. Non bello da strapparsi i capelli ma sufficientemente affascinante da farci un bel pensiero, di quelli che non si dicono troppo ad alta voce.
Dopo la prima birra mi sono assentata un attimo per andare in bagno. Volevo controllare che il trucco fosse ancora a posto. Non sopporto quando la matita degli occhi scende facendomi sembrare un panda. Prevenire è meglio che curare. Siete d’accordo?
Sto quasi per chiudere la porta del bagno delle donne, quando lui entra, si guarda un attimo nello specchio e mi chiede di spogliarmi.
Non ho saputo rispondere.
Il “cavaliere” si è fatto più insistente sostenendo di aver capito che tipo di ragazza fossi: attratta dalle situazioni pericolose.
Ripreso possesso delle mie facoltà mentali, l’ho spinto fuori dal bagno dicendogli che aveva sbagliato a classificarmi: non ero quella attratta dal pericolo bensì il tipo che non la dà agli sbruffoni.
Quando sono tornata in sala, non c’era più. Dileguato. Il due di picche non deve avergli fatto un bell’effetto.
Non solo ho dovuto pagare il conto di entrambi, ma sono dovuta pure tornare a casa a piedi, visto che mi ero fatta passare a prendere da lui.
Morale: uscite pure con quelli che sembrano saperla lunga, ma andateci col vostro motorino! Oppure scegliete un posto vicino casa vostra..
Alla prossima,
Queen Bee